Con l’arrivo nelle sale di “Fifty shades darker” (su cui personalmente ho solo un aggettivo: NOIA) cogliamo l’occasione per proporvi una riflessione sul porno. E sì perché di questi tempi di queer quotidiano, dove l’unisex è il new sex si sta facendo sempre più spazio nel filone mainstream il porno al femminile (ho creato un po’ di suspense, no?). Un concetto che a molti scaturisce risolini adolescenziali, ma che è in realtà un mondo dagli affascinanti connotati artistici, dove il corpo diventa veicolo per un messaggio più profondo. Nel panorama attuale si sta finalmente facendo strada il movimento sex positive, che considera l’attività sessuale consensuale come una manifestazione di piacere finalizzato alla sana espressione dell’essere umano.

Una fra le prime e più conosciute attiviste del genere è sicuramente Erika Lust, film maker e scrittrice di successo che ha avuto la geniale idea di creare una piattaforma per raccogliere le fantasie sessuali delle persone e trasformarle in cortometraggi. X Confessions è accessibile a tutti, e ogni mese Erika sceglie due tra le storie proposte trasformandole in film artistici ed espliciti, dalle locandine molto belle.
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Potremmo riassumere le caratteristiche fondamentali di questo tipo di cinematografia in tre punti:

  • il piacere delle donne conta, ah se conta!
  • la rappresentazione di diverse tipologie estetiche
  • la produzione deve essere etica

In Italia invece esiste invece un altro ambizioso e interessante progetto rappresentato da Le Ragazze del Porno, collettivo di registe italiane ha realizzato My Sex, i cui obiettivi sono molto chiari in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=Xcq2byEUW1c

Insomma, è evidente: è l’ispirazione del movimento artistico femminista degli anni ’70 (Marina Abramovich?), in cui il corpo femminile diventa consapevole ed esposto. Molte manifestazioni video di questo tipo vengono racchiuse sotto il grande ombrello della pornografia perché sì, rappresentano scenari in cui il sesso la fa da padrona. Ma davvero il sesso deve essere un limite e non un’espressione di bellezza?

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L'autore

Nicole Tressoldi

Nicole Tressoldi

Laureata e appassionata di sociologia visuale ne ha fatto una missione di vita con nonchalance. Project manager, festival coordinator, event planner, rimane quella bambina secchiona con occhiali, apparecchio e frangia alla Lilli Gruber. Attualmente ama e coordina il Lago Film Fest.