Orbene, anche questa emozionante 89° edizione della Cerimonia degli Oscar si è conclusa.

Immaginiamoci i piedi in bacinelle di ghiaccio e bicarbonato, le truccatrici lasciano il posto alle struccatrici, gli abiti vengono restituiti alle Maison, il tappetone viene arrotolato (viene usato ogni anno un drappo di 34 metri nuovo di zecca? chi lo sa.) Al di la degli errori, delle battute e  di tutto quello che non ci ricorderemo, ecco a voi la carrellata di carampane e fate:

Dakota Johnson in Gucci con grembiulino, ventaglio appuntato in grembo e forcina tra i capelli, perché la frangia dà fastidio anche alle più irriverenti. Forse vittima della vendetta di una stylist rancorosa. Ma non abbiamo fonti certe a proposito. I prossimi aggiornamenti su “cinquanta sfumature d’oro”

Felicity Jones in Christian Dior Couture alla prima del Lago dei Cigni come ballerina di seconda fila, assemblè, echappè, pliè, legalitè e jet privè.

Alicia Vikander si ostina ad essere vestita da Louis Vuitton e a fare la donzelletta che vien dalla campagna. Alicia noi crediamo in te, Santo Cielo comprati una stylist. Poi però a ripensarci: il tuo fidanzato è Fassbender, mettiti pure un sacco di juta e chiudi la porta quando esci.

Halle Berry in Atelier Versace che è tutta un drappo, una trasparenza e un fondo tendato con le frange iridescenti.

Jessica Biel in Kaufmanfranco, pare incredibile che una tale bellezza possa riuscire a sembrare una boccetta di profumo, o Nefertiti riesumata dalle piramidi. suo marito abbagliato, scompare.

 

Ruth Negga in Valentino Haute Couture e Jennifer Goodwin in Zuhair Murad si accorgono di avere lo stesso vestito color red carpet. La banalità dilaga.


Michelle Williams in Louis Vuitton come solo lei può, e come tutte vorremo: semplice e come si dice “efforltess”. Dall’altra parte Emma Roberts in Armani Privè che lo sforzo ce lo mette, ma il risultato è oscurato dalla freschezza sublime Michelle

Dawn Hudson in Valentino Couture piatta e insipida come la depressione carsica.

Leslie Mann in Zac Posen, che gioisce raggiante ai fotografi. Ti sorprenderà come il Sole ad Est, mia cara, ma sembri miss Splendor al cocco 2017

Karlie Kloss in Stella McCartney che anche se strizza l’occhio all’iconico look di Gwyneth Paltrow del 2012 rimane di un impeccabile quasi fastidioso.

Trudie Styler e Sting, in Brioni, CHAPEAU. Quando lo stile non è una questione di stylist. Ma è un attitudine che se ne infischia delle mode.

Blanca Blanco (è uno scherzo?) con pagliaccetto scucito. Forse vittima dello stesso scherzo fatto alla Dakota. Il Carnevale è a Venezia, non a Venice.

Taraji P. Henson in Alberta Ferretti, la classe, il velluto, i capelli, la collana. La sicurezza. Daje tutta Taraji!

Janelle Monae in Elie Saab Couture, la solita esagerata, che oltre il bianco e nero non conosce altri colori.

Brie Larson in Oscar De La Renta bella e fiera, anche se il sandaletto da tango, con le ditina congelate…

 

Kirsten Dunst in Christian Dior che strizza l’ occhietto al modello Bar: altera e algida. L’effetto è un pochino banale, scarpe fantastiche.

Emma Stone in Givenchy Haute Couture. Come alcuni di voi sapranno, noi sosteniamo Emma sul red carpet,.  Siamo felici per il suo oscar, crediamo sia una di noi che ce l’ha fatta. MA. Ma stavolta ci sembra una lampada art decò. Magra e senza brio.

Ed ecco, dulcis in fundo Scarlett Johansson in Alaia che sembra ci stia dicendo “ci voleva proprio questa cintura!” con quello che chiamiamo effetto H&M Coachella.

L'autore

Francesca Mazzucato

Francesca Mazzucato

Marketing and Communication, Francesca è laureata in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo presso il Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato nella distribuzione cinematografica, ha collaborato per le Politiche Culturali di Venezia e per la Mostra del Cinema di Venezia. Costumista e assistente di produzione per The Munchies Production.