Oggi abbiamo incontrato Mirko Càmia un talentuoso illustratore, il suo lavoro è energetico e creativo, le sue illustrazioni sono dei micromondi tutti da guardare.

Quando hai capito che ti piaceva esprimerti con le immagini?
Tutto è iniziato negli anni 80 quando ero ragazzino ed ero completamente affascinato dagli scatolati dei videogiochi dell’Atari e del Commodore 64, per non parlare delle locandine dei cinema, soprattutto quelle americane che in quel decennio per me sono state una vera e propria forma d’arte. Quindi tornavo a casa e disegnavo, anche se poi ho capito molto dopo che
poteva diventare il mio lavoro.


Come inizia il tuo processo creativo, mi spiego meglio da dove parti quando cerchi ispirazione?
Mediamente ho tre metodi!
Il primo è quello di associare immagini prendendo come riferimento il titolo di un libro, di un film o come mi capita più spesso di utilizzare i titoli di puntate di qualche serie che ho visto o sto guardando in quel periodo.
Il secondo, che per me è quello più importante, è che parte tutto dalla mia vita, dalla mia immaginazione, di quello che sto vivendo in quel momento o di un ricordo particolare del mio passato o del presente, credo sia la migliore forma di ispirazione che ho, anche quando disegno per adv.
Il terzo, diciamo quello un pò più scontato, è che sfrutto il web, “inter-det” come lo chiamo ogni tanto, anche se tendo sinceramente a guardare meno cose in giro per non essere troppo influenzato.


Quali sono le storie che preferisci raccontare con le tue illustrazioni o i lettering?
Assolutamente storie di vita, storie che mi raccontano, avventure, i miei sogni, storie d’amore, dolore e felicità…… Sono un sognatore!


Le palette che utilizzi sono sempre molto fresche, c’è un fil rouge molto energetico nei tuoi lavori, cosa ti ispira questa energia?
Forse questa è la parte più commerciale che ho sviluppato con gli anni di lavoro, nel senso che tanti tralasciano questo passaggio che personalmente trovo essenziale! Il color scheme che uso è mediamente formato da 3 a 5 colori al massimo e cerco sempre di fare associazioni forti, partendo da tonalità che colpiscono subito l’occhio. L’energia è più che altro un fattore di funzionalità, poi sicuramente e inconsciamente è sempre quello che ho dentro. Ma ti confesso che questo per me è ancora uno step del lavoro che mi mette molte volte in difficoltà soprattutto quando ho più riempimenti, è per quello che sono contento quando un cliente mi propone un color scheme in modo che posso lavorarci sopra.



Da alcuni tuoi lavori emerge un tocco di romanticismo, è voluto?
Assolutamente si! È indispensabile per me, sono un grande romanticone. 🙂

Quali sono i tuoi artisti, scrittori, registi, musicisti di riferimento?Veramente un’infinità! Vado a periodi di solito, se ti devo fare alcuni nomi, per i libri direi Ransom Riggs, Douglas Adams, Whitley Strieber, Jonas Jonasson per gli artisti Marcin Wolski, Alexis Marcou, David Sossella, Matteo Berton, Studio Muti per i registi David Lynch, Lana e Lilly Wachowsk, J.J. Abrams, Spielberg, Cronenberg, Nolan, Richard Donner ed infine per i musicisti, Beatles, Pink Floyd, Chuck Berry, Crywolf, Carpenter Brut, Deftones…..ma ripeto potrei farti una lista infinita , personalmente mi piace conoscere di tutto, quello è il mio più grande arricchimento di riferimenti.

            

Che musica ascolti quando lavori?
Guarda anche qua un intero universo! In questo momento mentre scrivo sto ascoltando Mesmer dei Northlane. Forse per la maggior parte ascolto soundtrack tipo Inception, Oblivion, Interstellar, insomma tutte su questo mood, ma anche elettronica tipo Moderat o metalcore e cosi via. Dipende sempre come mi prende in quel momento, alcune volte non riesco proprio ad ascoltare nulla.


Un’illustrazione impossibile che vorresti affrontare?
Credo….sia una facciata di un palazzo in questo momento, poi magari un giorno vorrò illustrare un’intera città chi lo sa, è meglio sempre sognare in fondo! No?!


L'autore