I Red Carpet sono di solito una gara tra chi, tra le star, riuscirà a proporre un outfit originale e che esalti le indubbie virtù fisiche ed estetiche di ogni protagonista dell’evento. Tutti i Red Carpet, apparte il Met Gala. Il consueto evento newyorkese che quest’anno celebra Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between e che espone dal 4 maggio al 4 settembre 2017, stimola a tal punto i protagonisti di questa edizione che è quasi impossibile capire che stia una favola e chi sia semplicemente un orrore osceno sui tacchi.

Nella nostra indecisione chiediamo quindi a voi lettori una mano per uscirne.

Rihanna in Comme des Garçons in un tripudio di centrini rosa e azzurri e con pattern floreali, e con sandali alla schiava di gomma e trucco Winks.

JLo in Valentino, ovvero sedicimila metri quadrati di velo azzurro.

Kim Kardashian in Vivienne Westwood, sempre un pochino Cleopatresca, comunque giunonica, con un abito di seta bianco optical, dritta e tridimensionale come un abat-jour design.

Nicki Minaj in H&M potrebbe intimorire un lottatore di wrestling solo con lo sguardo.  Un po’ sciura, un po’ vikinga.

Catherine Deneuve frastornata in Louis Vuitton, con abitino in seta, sbagliato lo scollo, la lunghezza, i sandali, i capelli. Il tatuaggio.

Gisele Bündchen in Stella McCartney, compita ed educata. Una ragazza che non vuole che si rida di lei. Ok, noi si sbadiglia.

La bella e talentuosa Léa Seydoux in Louis Vuitton in un abito che ci fa venir voglia di correre alla finestra per prendere una boccata d’aria.

Kety Perry in Margiela, che fa Lady Gaga 2010. Too Late!

Donatella Versace e Kylie Jenner entrambe in Versace. Che dobbiamo dirvi? siete come due pali della luce multicolore.

Madonna in Moschino. Cosa dobbiamo aggiungere a questo outfit militaresco aggressivo, brutto, e con zolla erbosa ai piedi? Mh? niente, forze lo zainetto.

William Pharell & Helen Laschahn in Comme De Garcon, strani, noiosi, disequilibrati. Troppo famosi, troppo ricchi, uffa.

Selena Gomez in Coach, che tutto sommato è ancora una ragazza semplice. Giusto?

Cara Delevingne, asciutta come un acciuga spaziale. Le ragazze coi pantaloni in qualche modo si distinguono per una certa dose di coraggio, in un mondo di sirene con lo strascico, e lei gioca bene le sue carte: cuffia idrorepellente argento, abito ricamato e Chanel dietro l’angolo.

Mindy Kaling in Prabal Gurung. Non sappiamo bene chi sia ma ci stava simpatica.

Amy Fine Collins Thom Browne. Mi ricorda quel personaggio di Cabaret strano e inquietante che cantava con Liza Minelli “Money Money Money.”

Jenni Konner, Lena Dunham e Joe Jonas, tutti in Elizabeth Kennedy. Evviva il burgundy, a quadrettini, sul satin, con nastri e fiocchi, da uomo, sulla donna, gonfio a bignè o aderente a sirena. L’avrà finito no, sto’ rotolo di tessuto.

Julianne Moore in Calvin Klein, anche lei una ragazza con un minimo di sale nella zucca che sa dosare il tema e il gusto personale. A me questo abito da Papageno piace.

Amy Schumer in Zac Posen, incazzata come una iena, pronta a darti un tavolo in testa.

 

Jemima Kirke è un mito, e le perdoniamo anche questo stupido vestito.

 

Lily Aldridge in Ralph Lauren Collection Custom, per me la vincitrice assoluta di questa edizione. Non mi piace lo stivalone rosso, ma l’effetto finale è di una guerriera Afgana che porta con se il segreto delle sette sfere incantate per distruggere il maligno Guttokjuo. Insomma mi incanta.

 

Lupita Nyong’o in Prada, un raggio di sole in questo mondo di pazzi. Luminosa come un astro nascente, connubia con garbo la stravaganza dell’evento e giusto un una badilata di charme arancione.

 

Mary-Kate e Ashley Olsen in The Row, stanchissime, esauste, sfatte, sfinite, svuotate. Vorrei tanto dar loro una mano.

 

Ashley Graham in H&M, pronta ad esplodere in un un miliardo di nacchere danzanti.

 

Zendaya in Dolce & Gabbana con pappagalli e frutta candita. Contenta te.

 

Toh, il PIL del Lussemburgo.

L'autore

Marta Mazzucato

Marta Mazzucato

Stylist and Web Curator, Marta è Laureata in Fashion Design allo IUAV di Venezia, Laureata in Cinema alla Sapienza, è project manager e stylist per FashionNeed.com