Al grido di “fashion blogger!” Fabrizio Urettini ci apre le porte del laboratorio Talking Hands- con le mani mi racconto. Un opificio autogestito ricavato in uno dei tanti fabbricati all’interno dell’ex caserma Piave di Treviso, in cui un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo trovano il modo di esprimersi attraverso le diverse forme espressive delle arti applicate, scoprendo il design come forma di narrazione.  

L’opificio accoglie circa 20 nuovi talenti che lavorano quotidianamente alla creazione di elementi d’arredo, come la collezione “Rifùgiati” (micro-spazi per bambini, piccole architetture domestiche in legno dalla forte connotazione grafica, ideate dal designer Matteo Zorzenoni) oppure la serie di cuscini dell’atelier di ricamo diretto dal maestro Alagie, ottenuti recuperando vecchi denim o tele da materasso color caffè.

Ogni prodotto tessile o di falegnameria segue una linea estetica precisa che combina le geometrie pulite nordeuropee con cromatismi e pattern ispirati ai paesi d’origine degli artigiani che li hanno decorati.

Una visita “Molto” Fuorisalone è caldamente consigliata.  

shopper blu in corda intrecciata/ jersey

dettagli dal laboratorio di falegnameria

alcuni pezzi della collezione “rifùgiati” fotografati per “Il Manifesto”

tessuti di tela e denim ricamati a mano

sacca in corda intrecciata

uno dei cuscini artigianali realizzati dal laboratorio di ricamo