Il Musical non è morto. Ora possiamo esserne certi.

Emma Stone e Ryan Gosling ce lo ricordano con questo film in strepitoso. Aggiudicati 7 Golden Globes qualche settimana fa, presumiamo che di 14 nomination agli Oscar se ne potrebbe portare a casa almeno la metà.

Damien Chazelle a soli 31 anni e già regista sceneggiatore del capolavoro Whiplash anche con questo film sembra voler sottolineare  l’importanza della musica, la serietà dell’insegnamento di questa disciplina, il rispetto verso i sogni maturati in giovane età e una grande devozione verso il jazz.

La storia che racconta La La Land è molto semplice, sembra ricalcare un plot degli anni ’40 con numeri musicali, colori sgargianti, malinconia e romanticismo all’ennesima potenza. Los Angeles acceca con la sua palette fluorescente (quasi sbeffeggiando Wes Anderson) e le canzoni composte da Justin Hurwizt acquistano il sapore della maestria americana di quel saper fare cinema. Il rischio, temevo, era di incappare nel meccanismo di rimpianto dell’età d’oro dei Musical, e della perfezione coreografica che Stanley Donen e Gene Kelly ci hanno abituato ad assaporare. Invece Damien Chazelle confeziona il musical 3.0, con Ryan Gosling e Emma Stone freschi vincitori del Golden Globes come migliori interpretazioni; in La La La Land registriamo una colonna sonora orchestrale e intensa, vera protagonista che si fonde con la pellicola, diventando parte del cromatismo straordinario del film.

La La Land altro non è che se stesso, un meta-film sul sogno americano e nonostante un finale dolce-amaro  che ci rendere difficile arrivare ai titoli di coda senza emozionarci neanche un po’.

 

L'autore

Francesca Mazzucato

Francesca Mazzucato

Marketing and Communication, Francesca è laureata in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo presso il Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato nella distribuzione cinematografica, ha collaborato per le Politiche Culturali di Venezia e per la Mostra del Cinema di Venezia. Costumista e assistente di produzione per The Munchies Production.